Trombosi e tromboembolia. Concreta conseguenza dei vaccini anti-covid19?

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Negli ultimi mesi, in seguito al diffondersi di massive dosi di vaccini anti – covid19, uno dei principali argomenti che preoccupa la maggior parte delle persone riguarda gli effetti collaterali di tali vaccini, ed il rischio di insorgenza di fenomeni di trombosi e tromboembolia.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di trombosi e di tromboembolia? E soprattutto da un punto di vista statistico quale frequenza hanno questi eventi? Sono davvero così frequenti tanto da indurci a rifiutare il vaccino?

Quando parliamo di trombosi facciamo riferimento, secondo quanto definito dal dottor Umberto Veronesi, ad una malattia cardiovascolare che comprende due situazioni: embolia polmonare e trombosi venosa profonda.

Questa condizione viene determinata dalla presenza di ciò che viene definito trombo, ovvero un coagulo, una serie di cellule del sangue che si aggregano in maniera anomala e rallentano la normale circolazione. Esso può formarsi in una vena o in un’arteria.

In entrambi i casi si tratta di situazioni che devono essere tempestivamente trattate in quanto possono avere esito infausto. E’ chiaro che si tratta di eventi che possono verificarsi a prescindere dalla somministrazione del vaccino.

Ma perché i vaccini anti-covid19 hanno generato questi rari eventi trombotici in alcuni soggetti?

 

vaccini trombosiQuesto accade perché in seguito alla loro somministrazione si ha una produzione normale di anticorpi. In alcuni soggetti sono stati riscontrati degli anticorpi “anomali” che hanno potuto innescare attivazione o degradazione di piastrine, andando in tal modo a rallentare il flusso sanguigno.

Ma facciamo chiarezza. Tutti i vaccini anti-covid19 ad oggi in commercio possono provocare dei sintomi, che definiamo effetti collaterali, in seguito alla loro somministrazione.

I più comuni sono astenia, febbre, dolori alle ossa ed articolazioni, mal di testa, inappetenza, dolore o gonfiore al sito di inoculazione del vaccino. Si tratta di sintomi che nella maggior parte dei casi si risolvono in un paio di giorni dalla somministrazione. Ma i dati statistici riguardanti la farmacovigilanza, che vengono riportati con cadenza mensile sul sito dell’AIFA hanno parlato anche di rari eventi di trombosi associati all’inoculazione del vaccino.

E’ necessario rivolgersi immediatamente ad un medico se si accusano i seguenti sintomi: respiro affannoso, dolore al petto, gonfiore alle gambe o dolore addominale persistente dopo la vaccinazione, mal di testa intensi e persistenti, lividi sulla pelle.
Questi possono essere i sintomi più comuni associati a fenomeni di trombosi o tromboembolia. In questo caso il medico provvederà ad applicare la procedura più giusta al fine di salvaguardare la nostra salute.

In linea di massima eventi trombotici possono interessare 1 su oltre 10.000 persone a cui viene somministrato il vaccino, in rarissimi casi è sopraggiunta la morte dell’individuo.

Le trombosi e tromboembolie associate ad un’infezione da SARS-CoV-2 sono molto più gravi e frequenti. Tutto ciò deve farci pensare come i benefici associati alla somministrazione di un vaccino, che riduce nettamente la possibilità di infezione, e quasi azzera la possibilità di ospedalizzazione o morte in seguito ad un eventuale contagio, siano superiori rispetto ai rischi. I vaccini anti-covid19 presenti in commercio sono sicuri ed efficaci, e forse la sola arma a nostra disposizione per combattere definitivamente questo nemico invisibile.