Aloe emodina, una speranza contro il tumore celebrale

Il tumore ad oggi è una questione all’ordine del giorno. È purtroppo triste affrontare questi argomenti, ma come ben sappiamo ormai la percentuale di incidenza delle malattie degenerative è in aumento. Uno dei tumori celebrali più gravi ed aggressivi è il glioblastoma multiforme. Questo tumore colpisce ogni anno circa 1.500 italiani, con un picco di incidenza compreso tra 50 e 65 anni. Questi dati rilevati sono agghiaccianti.

Ma delle buone notizie sul fronte medico iniziano a comparire. Soprattutto negli ultimi anni la ricerca scientifica avanza sempre di più nella scoperta di nuove possibilità terapeutiche. In questo caso la natura viene in nostro aiuto. È stato infatti trovato un estratto naturale chiamato aloe emodina, presente in alcune specie di aloe, che sembra potenziare l’effetto positivo della terapia antitumorale.

aloe_emodina bioris®

Il glioblastoma è uno dei tumori più aggressivi, in quanto le cellule tumorali in questo caso risultano essere estremamente aggressive ed invasive. Questo tumore colpisce le cellule della glia, ovvero quelle che insieme con i neuroni costituiscono il sistema nervoso. Il trattamento del glioblastoma prevede operazione chirurgica e trattamento chemioterapico e radioterapico. Purtroppo la probabilità di sopravvivenza non sempre è alta. Dunque ricercare dei metodi in grado di potenziare o coadiuvare l’effetto di tali terapie è sicuramente una speranza per i pazienti affetti.  A tal proposito, alcune specie di aloe, grazie alla presenza di alcune sostanze, vengono in nostro soccorso

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L’aloe emodina è una sostanza, un antrachinone (ovvero un composto chimico aromatico), presente nel parenchima di alcune specie di aloe. Dei recenti studi hanno dimostrato come l’aloe emodina sia in vitro (ovvero in cellule coltivate in laboratorio) che in vivo (in modelli animali) causi una inibizione della crescita tumorale, e nello specifico si tratta di una sostanza in grado di limitare lo sviluppo del glioblastoma.

Chiaramente ci sono e ci saranno altre ricerche in corso, in quanto non si può parlare ancora di una possibilità di guarigione totale. Sicuramente la ricerca scientifica tende a progredire sempre di più in questo senso, con lo scopo di trovare delle nuove strategie terapeutiche che possano dare speranza di un futuro alle persone che purtroppo sono colpite da tali patologie.